Le fredde ali dell'inverno

by Winterblood

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'Winterblood ist der Name eines grandiosen Ambient-Projektes aus Italien. Der Meister höchstpersönlich kontaktierte mich und bat mich darum eine Rezension über das Debüt-Album „Le Fredde Ali dell’Inverno“ zu schreiben – selbstverständlich willigte ich sofort ein!

Grund für meine schnelle Reaktion sind vor allem die Musikstücke, die auf der Winterblood-Myspace zu hören sind, außerdem haben mich das CD-Cover und das Logo sehr überzeugt. Gezeichnet wurde das Cover (bzw die weiteren Illustrationen im passend gestalteten Booklet) übrigens von „Elenora Bardi“, einer Freundin des Musikers, die Fotos der gewaltigen Berge jedoch, hat er selbst geschossen.

Wie gesagt, allein das Booklet bringt der Veröffentlichung schon die ersten Pluspunkte ein! Doch was am wichtigsten ist, ist selbstverständlich die Musik! Ich habe mich ausreichend mit dieser Veröffentlichung beschäftigt und sie in entsprechender Atmosphäre gut einstudiert, ehe ich mich mit dem schreiben der Rezension begonnen habe.
Nun mehr zu besagter Musik:
Es gibt viele verschiedene Genres des Ambient. Einige davon bedienen sich eher der Atmosphäre, andere setzten eher auf Abwechslung. - definitiv ist für Winterblood die Atmosphäre ausschlaggebend!
Da es äußerst schwer ist ein Ambient Werk gerecht zu reviewn, werde ich die CD als gesamtes beschreiben und nicht wie gewohnt die Scheibe in einzelne Songs zerstückeln!

Wie vorhin bereits erwähnt fand ich gleich Gefallen an der Musik des Italieners, als ich mir die viel versprechenden Myspace-Sampler anhörte. Ich als alter Ambient-Anhänger muss sagen, dass Ambient für mich vor allem eine Musik der Emotionen und der Ruhe ist und jene Emotionen, welche die Musik von Winterblood bei mir ausgelöst hat, waren gewiss positiver Natur!
Die Atmosphärischen Synthesizer-Klänge locken den Hörer in eine stressfreie, stimmungsvolle Welt, jenseits des Alltags und des Stresses der einem täglich begegnet. Beim lauschen der Klänge, die eine gewisse Art von ewiger Zufriedenheit ausstrahlen, kommt es mir vor, als wäre ich selbst der Adler, der die gewaltigen Alpen überfliegt, der Herr der Lüfte, der durch die Wolken gleitet und alles von oben überblickt, oder ein Wolf, der einsam durch die endlosen kahlen Gebirge streift, fern von der Menschheit und dem unerträglichen Lärm.
Die gleitenden, sanften Klänge erzählen Geschichten von Bergen, Seen und der unberührten stillen Natur, wie man sie in der Realität leider nur mehr selten vorfindet.
Die passenden Abbildungen im Beiheft verleiten ebenfalls zum Träumen und regen die Phantasie an.
Wem Ambientgruppen wie Vinterriket oder Gas nicht unbekannt sind, der weiß bestimmt wovon ich spreche!

Musikalisch kann man das Werk nicht ausführlicher beschreiben, wie gesagt ist Ambient eine sehr ausdrucksvolle, wenn auch eher einfache Musik.
Mich hat das Werk „Le Fredde Ali dell’Inverno“ sehr überwältigt! Es war mir eine Ehre diese CD zu beschreiben. Die Welt des Ambient ist groß, doch können mich tatsächlich nur wenige Gruppen dieser Musikgattung so sehr überzeugen wie Winterblood.
So perfekt das Werk jedoch scheinen mag… einen Kritikpunkt gibt es jedoch: es ist nicht was für jedermann! Besonders Leute, die keine Geduld haben und sehr unruhig sind, werden mit der CD überhaupt nicht erfreut sein.

Was Freunde von Vinterriket und ähnlichen Projekten, Liebhaber meditativer und naturpreisender Musik sowie Verehrer der heidnischen Natur betrifft… ich rate euch eins: kauft euch diese geniale CD!'

(paganlandmagazin.blogspot.it)

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Immaginate che sia un gelido inverno e che siate in un casolare antico a guardare fuori dalla finestra il bosco avvolto dalla neve che cade copiosa e silenziosa. Un’atmosfera malinconica, una splendida visione che come ideale colonna sonora potrebbe avere “Le fredde ali dell’inverno”. I Winterblood, attivi dal 1996, dopo alcuni demotapes, debuttano finalmente con questo CD di gelida musica ambient e rarefatte atmosfere. L’album si divide in tre lunghe suite strumentali di circa 15 minuti l’una. Il progetto ha in programma la pubblicazione di un nuovo cd e una raccolta che conterrà i primi demo tapes. Nel frattempo fatevi cullare da queste oscure emozioni e immergetevi in queste atmosfere incantate che hanno colpito anche il mio animo. Un CD che vi consiglio per sognare!

(Rosa selvaggia)

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Debut album from this Italian act, formed in Firenze in 1996, but on ice until now. 3 tracks (47 minutes) of pure sombre Dark Ambient, inspired by astral projections, initiations, untouched places, arcane geometries, solitude and frozen landscapes. "...their debut album meanders on its dark journey through crystalline streams and misty mountains utilising its dark ambient confines to noble and magisterial effect. The mood created is often one of immense loss and tragedy; time stands still while silent mourners stand, heads bowed in dark flowing cloaks, hands clasped in a futile bid to deny the cold. The synths never sound overworked, employed with the idea of giving each composition a life of arboreal quality - slow, noble, and wise. Obvious comparisons could be drawn with Vinterriket but Winterblood have their own quality and I feel hugely optimistic about their future".

(Asgard roots mag.)

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La greca Frozen Landscapes dà opportunità all'ambient nostrano. E' bello vedere che c'è chi ci crede, perché se aspettiamo qualcuno che si muova in Italia possiamo pure marcirci sulle note di questa musica. Tutto questo per ringraziare l'etichetta che ha reso possibile la fruibilità di questo "Le Fredde Ali Dell'Inverno" animato da un ragazzo toscano. Aspettavo al varco qualche progetto del genere in Italia e finalmente sono stato accontentato, qualcosa che prendesse spunto da Vinterriket e ci siamo decisamente.

Tre movimenti nella più fredda monotonia, completata da un artwork semplice ma d'effetto. L'unico appunto da questo lato lo faccio al logo sul quale lavorerei un pochetto. Se il disco avesse mantenuto la qualità della opener "Monotonia Della Neve" sarei qui a gridare al capolavoro ma purtroppo la bellezza di questa canzone offusca il resto del disco. L'apertura è davvero straordinaria dove l'anima del progetto dimostra di essere totalmente padrone della sua musica, c'è un variabilità minimale clamorosa soprattutto in uno spezzone dove pare per davvero di trovarsi sotto una fitta nevicata. Immagino come possa essere l'ascolto nel suo habitat naturale, un trionfo di emozioni. "Nel Cuore Del Bosco - Iniziazione" è la parte più statica dell'intero lavoro, non abbiamo la minima variazione per tutta la sua durata, come a rappresentare l'oscurità e il senso di fastidio che può dare la permanenza prolungata nel mezzo di un bosco. "Le Fredde Ali Dell'Inverno" invece chiude in maniera più inquietante, troviamo le tonalità più scure ed arcane, sicuramente il brano migliore per chiudere in maniera rarefatta il tutto.

Prese singolarmente tutte e tre le canzoni sono lodevoli, ma sentire di cosa è capace il ragazzo mi lascia un pizzico di amaro per qualcosa che poteva essere migliore, ma va bene cosi comunque, perché a conti fatti questo è un signor esordio. I pochi che seguono l'ambient naturalistico sanno già cosa fare, prodotto limitato solo ed esclusivamente a loro.

(Covenant webzine)

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L'animo umano è piuttosto complicato, si sa. Anche nella musica, che è la più complessa e sfuggente delle arti, emergono le continue contraddizioni che animano l'uomo: a volte infatti si vuole ascoltare qualcosa di felice, altre volte qualcosa di triste, a volte si è affascinati dai brani complessi e con mille note, altre volte invece quegli stessi brani possono infastidirci, se non siamo nello stato d'animo adatto per recepirne il contenuto. Se la musica si adatta alle emozioni che proviamo, può magnificare la nostra giornata; ma la stessa musica, calata in un altro contesto, può non comunicare assolutamente niente. Questo è un aspetto dal quale non si può prescindere se si vuole comprendere un disco come "Le Fredde Ali Dell'Inverno", creato dai toscani Winterblood; il risultato e il giudizio dell'ascoltatore dipenderanno in massima parte, oltre che dai suoi gusti, dallo specifico contesto nel quale è stato ascoltato.

Provate a vivere i suoi quarantasette minuti in un momento qualsiasi, magari mentre state scrivendo una lettera, o mentre controllate la posta elettronica, o mentre siete intenti in un qualche lavoro manuale. Le note dilatatissime e ripetitive dei Winterblood vi scorreranno addosso come l'acqua sul ghiaccio, perfettamente incapaci di comunicare alcunché. Sarà come ascoltare il silenzio, non vi accorgerete nemmeno che il disco è terminato. In effetti, la musica racchiusa in questo disco è talmente eterea, rarefatta, incorporea da risultare quasi inascoltabile. Il dark ambient non è per tutti, specie quando è estremizzato nella sua forma e perde quasi il senso del brano musicale, andandosi più che altro a configurare come pura atmosfera, slegata dalla ritmicità dei suoni e priva di qualsivoglia sviluppo: in sostanza, immobile come una nevicata che ha già smesso di cadere. Maestro è in questo senso il tedesco Vinterriket, dal quale i Winterblood prendono sicura ispirazione, dato che sembra di ascoltare uno dei suoi dischi. Come i cugini toscani, anche Vinterriket può essere insopportabile in condizioni normali, ma se calato nel contesto giusto diventa letteralmente magico. Provate infatti ad immaginare che state camminando sul ghiaccio che ricopre un golfo finlandese, nel cuore dell'inverno. Le foreste di conifere attorno a voi sono silenziose, addormentate; qualche ciocca di neve cade ogni tanto dai rami più alti, incapaci di sostenerne il peso, e si unisce alla coltre sottostante producendo un suono appena percettibile. Il sole splende immobile, l'acqua scorre invisibile sotto lo strato di ghiaccio che la ricopre, gli animali dormono il loro sonno profondo e imperturbabile. Ecco che in questo contesto, "Le Fredde Ali Dell'Inverno" acquista la sua personale magia.

Esso vi condurrà per mano in questo scenario paradisiaco, insinuandosi dentro di voi in maniera irresistibile, così come l'aria gelida che nonostante il disagio continua a invadere i vostri bronchioli. Le semplici, anzi elementari armonie di sintetizzatori, accompagnate da melodie ipnotiche e talvolta da cori e leggere variazioni sui temi vi porteranno ad un livello diverso di coscienza, mettendovi in contatto con l'elemento naturale in modo da diventare una cosa sola con esso. A questo disco non bisogna chiedere nulla, in quanto il suo spessore artistico e compositivo è praticamente nullo: bisogna soltanto coglierne la capacità di accompagnarvi in questi momenti di beatitudine, sia che possiate viverli in prima persona con questa musica nelle orecchie, sia che siate costretti ad immaginarveli soltanto, sdraiati nella vostra oscura camera da letto. Perché ciascuno deve fare il suo mestiere, e i Winterblood sono nati per fare questo, nulla più e nulla meno.

(www.emozionidistorte.com)

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released March 9, 2008

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Winterblood Florence, Italy

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